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Emigrante

Come osi intricarti

in questo cerchio troppo scalcinato?

I vigneti delle colline

invadono i tuoi occhi

e non ti accorgi

del dissesto campagnolo:

una vita

ultimo battito di tempo

ultimo canto d'usignolo.

Un grido si leva dalle strade

un macabro fischio di treno

e un bimbo piange

davanti a una vetrina

adornata di assurdi giocattoli.

Il cielo è insipido

in un groviglio di nubi nere.

Il grande "Edificio" è spiantato

come i suoi abitatori:

un occhio alla pubblicità raccomandata

e l'altro ai bisogni esistenziali.

Nelle piazze si svolge accanito lo sciopero dei mendicanti

ritmicamente accompagnato

dal canto della civetta.

Appena ti avvicini

nomadi turchi, abili venditori

spogliano le tue tasche, si sperdono nell'incerta curva

lasciando un'eco come per dirti:

Questa volta t'ho fregato, emigrante.

 

Dov'è la signora Juve?

Quella signora elegante

vestita bianconero
d'una volta

che faceva parlare

tremare, gioire e rallegrare

i suoi spasimanti tifosi

Dov'è la signora Juve?

In quale lembo di terra
si è nascosta?
 
Rabbia e rancore
c'è in questo derby.
 
Amore e odio
in tutte le partite...
 
Però, è sempre
la squadra
del mio cuore...

JUVENTUS

Vita, sogni e pensieri

E la vita ricomincia!

Oh, la primavera

ogni notte,

è nei meiei sogni

che si avvicina

effettivamente

dove vivi tu.

I pensieri

della Sicilia, in Piemonte

hanno il dolce

profumo

delle mandorle

e delle Langhe...

 

Rimini

 Propaggine di desiderio

Trapuntano la spiaggia

Di pensieri sempre vivi

E cinture di chiare acque

E’ il tuo mare.

Quando ti ricordo

E’ sempre estate.

La mia gola

Emette un singhiozzo

Di desiderio,

Di te Rimini.

 Il sole sembra incendiarsi.

I sogni non valgono nulla

Ma valgono molto

Le tue spiagge

Sempre affollate e vive.

Oh Rimini.

 

La gioia nel cuore

Mi hai versato

nel bicchiere

un sorso di barbera;

ho aspettato

per fare cin-cin,

ma tu non hai accettato

di bere con me;

mi hai detto:

"Non mangio, non dormo,

non canto e non bevo...

mi piace soltanto

giocare a ramino,

sentire

la gioia nel cuore

di trovarmi

tra i giovani

e dimenticare

i miei anni

oramai disseccati

come il muschio."

Attesa

Aspetto

sul ponte del Belbo

l'amico

che tarda a venire.

Passa un bambino

con piedi scalzi

e vestiti laceri

dialogando

con se stesso.

Gli sorrido

ed egli scappa

a gambe levate.

Del suo parlare

tanto poco

ho capito

ma abbastanza

per avvertire

paura e ribrezzo

per questa vita.

 

Parole e pensieri

S'inseguono,

s'incontrano

in molti versi.

Alzano e abbassano

la forma e la stilistica

come due innamorati

dallo scrittore

o dal poeta.

A volte

riescono a bisticciare

ma sulla carta,

come le note musicale,

in pieno accordo

stanno insieme.

Parole e pensieri:

si macchiano d'inchiostro

quando escono dalla penna

si fermano, puntuali

e, creano emozioni

alle persone

che studiano di continuo.

 

Il Natale dei poeti

 Il Natale non tramonta,

rimane,

dentro di noi,

poeti del Duemila.

 Banchi di nebbia

e cumuli di neve

rischiarano i cuori

dei bambini e dei grandi,

alla scoperta

d’un crescente Dio:

ch’è mio e anche tuo.

 Come uno dei tre Re Magi

mi presento

con questo pensiero,

regalando, a chi mi legge,

le parole più vere.

 Alla fine del Duemilaedue

siamo credenti?

Forse di noi stessi

e facciamo luccicare,

come stelle in cielo,

i nostri inesplorati pensieri.

 …Auguri!

Questa è la buona novella

che il Duemilaedue

porta in regalo a tutti.

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