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| Emigrante Come osi intricarti in questo cerchio troppo scalcinato? I vigneti delle colline invadono i tuoi occhi e non ti accorgi del dissesto campagnolo: una vita ultimo battito di tempo ultimo canto d'usignolo. Un grido si leva dalle strade un macabro fischio di treno e un bimbo piange davanti a una vetrina adornata di assurdi giocattoli. Il cielo è insipido in un groviglio di nubi nere. Il grande "Edificio" è spiantato come i suoi abitatori: un occhio alla pubblicità raccomandata e l'altro ai bisogni esistenziali. Nelle piazze si svolge accanito lo sciopero dei mendicanti ritmicamente accompagnato dal canto della civetta. Appena ti avvicini nomadi turchi, abili venditori spogliano le tue tasche, si sperdono nell'incerta curva lasciando un'eco come per dirti: Questa volta t'ho fregato, emigrante.
Dov'è la signora Juve? Quella signora elegante
tremare, gioire e rallegrare Dov'è la signora Juve?
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Vita, sogni e pensieri E la vita ricomincia! Oh, la primavera ogni notte, è nei meiei sogni che si avvicina effettivamente dove vivi tu. I pensieri della Sicilia, in Piemonte hanno il dolce profumo delle mandorle e delle Langhe...
Rimini Trapuntano la spiaggia Di pensieri sempre vivi E cinture di chiare acque E il tuo mare. Quando ti ricordo E sempre estate. La mia gola Emette un singhiozzo Di desiderio, Di te Rimini. I sogni non valgono nulla Ma valgono molto Le tue spiagge Sempre affollate e vive. Oh Rimini.
La gioia nel cuore Mi hai versato nel bicchiere un sorso di barbera; ho aspettato per fare cin-cin, ma tu non hai accettato di bere con me; mi hai detto: "Non mangio, non dormo, non canto e non bevo... mi piace soltanto giocare a ramino, sentire la gioia nel cuore di trovarmi tra i giovani e dimenticare i miei anni oramai disseccati come il muschio." |
Attesa Aspetto sul ponte del Belbo l'amico che tarda a venire. Passa un bambino con piedi scalzi e vestiti laceri dialogando con se stesso. Gli sorrido ed egli scappa a gambe levate. Del suo parlare tanto poco ho capito ma abbastanza per avvertire paura e ribrezzo per questa vita.
Parole e pensieri S'inseguono, s'incontrano in molti versi. Alzano e abbassano la forma e la stilistica come due innamorati dallo scrittore o dal poeta. A volte riescono a bisticciare ma sulla carta, come le note musicale, in pieno accordo stanno insieme. Parole e pensieri: si macchiano d'inchiostro quando escono dalla penna si fermano, puntuali e, creano emozioni alle persone che studiano di continuo.
Il Natale non tramonta, rimane, dentro di noi, poeti del Duemila. Banchi di nebbia e cumuli di neve rischiarano i cuori dei bambini e dei grandi, alla scoperta dun crescente Dio: chè mio e anche tuo. Come uno dei tre Re Magi mi presento con questo pensiero, regalando, a chi mi legge, le parole più vere. Alla fine del Duemilaedue siamo credenti? Forse di noi stessi e facciamo luccicare, come stelle in cielo, i nostri inesplorati pensieri. Auguri! Questa è la buona novella che il Duemilaedue porta in regalo a tutti. |
