GIOACCHINO CHIPARO
Una poesia senza confini
di Giovanni Vassallo
Se lo incontri per
strada, con la sua andatura da ordinary people di provincia, ti fermi a guardarlo;
incedere dinoccolato, sguardo che vaga tra la memoria, le colline e, forse, qualche verso
che nasce improvviso senza un vero perché. Lui non si scompone se lo fermi e gli chiedi
Chi Sei?. Con un sorriso disarmante, ti risponde mozzandoti il fiato in gola;
La mia vita è una Poesia. Questo è Gioacchino Chiparo, poeta
siculo-canellese, e non sai bene dove finisca uno ed inizi laltro. Un binomio non
fine a se stesso, quello della genitura e
del domicilio di vita. Dalla Sicilia, paese natale Milena in provincia di Caltanissetta,
ultimo di cinque figli (sarebbe piaciuto tanto a Francesco De Gregori così da prenderlo
in prestito per Generale),
papà Salvatore e mamma Carmela Palumbo. I fratelli Antonino, Girolama, Melina e Salvatore
con sete davventura e di lavoro, che da quelle parti non abbondava di certo. Lui, il
più piccolo, cerca lavventura in Piemonte, attratto forse dal profumo di grandeur
che pervade la regione subalpina. E il 1960; sono gli anni del boom economico, delle
immigrazioni di massa, del lavoro a palate e, con questo, il frigo, la tivù,
LasciaoRaddoppia e la Seicento. Gioacchino Chiparo arriva a Vercelli, tra nebbie e
zanzare, come fattorino in un supermarket. Non bada a fronzoli, lisolano Goacchino;
lavoro e, quando meno te lo aspetti, una poesia nata tra uno scaffale e laltro. Una
domenica di settembre in gita-premio con i colleghi del market approda a Canelli. Cè la vendemmia e lui si innamora di questa valle; dolci
pendii, i colori caldi dellautunno, il mare di vigne che gli ricorda le
onde della sua Sicilia. Decide; questa sarà la mia seconda patria. Viene a viverci, ci
lavora tra le umide e fresche cattedrali sotterranee, senza però mai
dimenticare il primo Amore; la Poesia. La sua vena poetica è senza fine, e tra le colline
che sanno di mosto rafforza la passione per i versi. Nel 1970 fonda, con Angiola Broccati
Stradella, Anselmo Bea e Carlo Bussi una casa editrice, La Voce Nuova, che gli
regala soddisfazioni abbinate a qualche cocente delusione. Ma, lui, continua a scrivere.
E, nel 1972, pubblica il suo primo libro; Versi e non parole. Poesie
colme di sentimento, fragranti di vita vissuta, dure e crude come la terra arsa, calde
come la sua Sicilia, dolci e vaporose come le brume che avvolgono le colline del Moscato.
Nel 1973 è la volta di Dialogo con le stelle,
dove si avvicina alle mete di una poesia fatta di sogni e di aspettative mai deluse.
Intanto, a Roma, dà vita in collaborazione con altri autori un circolo culturale, che
chiama Unione Italiana per il Progresso della Cultura, sigla UIPC. Incontra
grandi scrittori, Alberto Bevilacqua, giornalisti-scrittori, Maurizio Costanzo,Franco
Piccinelli e politici di cui è meglio tacere i nomi. Più tardi incontra
anche a Reno Bromuro e tantissimi altri.Intanto, aumenta la schiera di chi apprezza i suoi
versi; per tutti diventa lImbottigliatore di Nuvole,
in omaggio, forse, a Canelli ed alla sua Sicilia, crocevia di culture e soffi vitali. Nel
1976 dà alle stampe Non è più nessuno,
dove raccoglie gli spunti di una vita vissuta sempre con realistica nonchalance. Arrivano,
comera logico aspettarsi, i premi; medaglia doro al Villa Alessandra
1974, coppa al Paradigma 1975, medaglia dargento al X
Columbiam Trophy 1975-76, medaglia doro al Premio Anna Pace 1975,
Oscar dellAccademia Internazionale 1976, primo premio con medaglia
doro al Premio
Giovanni Pascoli 1978. Gli anni 80 sono una sorta di pausa di
riflessione. Gioacchino
Chiparo guarda dentro se stesso, legge con nuovi occhi la vita e, nel 1991, pubblica
quello che i critici hanno definito il suo capolavoro: Assurdo desiderio,
tradotto anche in inglese ed oggetto di studio alla Cambridge University. Sono pagine
permeate di sentimento, di nuova speranza damore, un omaggio alla città che lo
ospita e, soprattutto, una tenera dedica alla moglie Maria Carmela Guglielmi. Un
diario spirituale autobiografico definisce lautore questo libro, che lo
consacra definitivamente. Approda sullantologia dei Poeti Italiani per
lEuropa del 98,con traduzione in francese,inglese, tedesco e spagnolo;
un saggio su di lui lo si può trovare sulla Storia della Letteratura Italiana del
XX secolo di Giovanni Nocentini. I siti Internet che lo ritraggono non si contano.
Gioacchino Chiparo,
nonostante tutto, non si scompone e se gli chiedi Come va?, ti risponde
mozzandoti il fiato in gola; Scriverò sempre, è la mia vita. E lavoro, che
cè di strano. Nulla, se ti chiami Gioacchino Chiparo,
lImbottigliatore di Nuvole.
Giovanni Vassallo Giornalista ed ammiratore dellImbottigliatore di
Nuvole |