
"Da
quando conosco Gioacchino Chiparo, giorno per giorno, non ha mai finito di stupirmi. Egli è
sempre pensieroso, quando si sporge per osservare sul futuro dei giovani doggi e
dice; quasi con languido atteggiamento: se continuerà, questa società, a bistrattare i
valori essenziali, finirà con lautocastrarsi e poi, accenna alle psico-patologie
come la "depressione, per citarne soltanto una. Il resto, se lo immagini il
lettore. Da Gioacchino Chiparo ho imparato molte cose, tra cui lassoluto rispetto delle altrui idee; senza distinzione di sesso, età ed etnie diverse. Come sociologo
debbo precisare che egli si inserisce tra coloro che affermano che luomo debba
proiettarsi verso luniversalità. Egli, infatti, misura ogni uomo morale-civile e
fisico, definendolo essere la risultante di varie componenti, che traggono origine da uno
spirito universale di, secondo lui, indubbia fattura divina. Ogni uomo
è, secondo quanto egli afferma, parte essenziale di un progetto, ideato da miriadi di
anni fa, che dovrebbe proseguire fino alla realizzazione dello stesso. Un disegno
perfetto, per unumanità, che dovrebbe marciare verso la perfezione; trattandosi di
prototipi simili allideatore: Dio. Egli,
umilmente, a questo spirito sispira, quando compone le sue liriche che, sicuramente,
per la loro folgorante luce, sembrano abbagliarci, facendoci, inevitabilmente riflettere! In sostanza
Chiparo è ciò che non appare: diciamo uno spirito guida, di questi ultimi tempi. Canelli 11 luglio 2002 Lino Puzzo
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